Rapporto conclusivo 2001-2002

Il progetto

Rapporto OGM 2001 (1,1Mb)

Sintesi rapporto OGM 2001 (84Kb)

Report 2001 - Abstract in ENGLISH (44Kb)

Rapporto OGM I sem 2002 (560Kb)

Rapporto conclusivo 2001-2002 (1,3Mb)

CV membri Comitato Scientifico (100Kb)

Comunicato stampa 10 aprile 2002

Comunicato stampa 23 settembre 2002

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Il contenuto scientifico e tecnico dell’informazione

“Razionalmente, la presentazione e la discussione sull’accettabilità delle piante geneticamente modificate nel nostro paese e nel mondo dovrebbe avvenire attorno ai suoi 2 aspetti fondamentali: quello scientifico e quello economico. Il primo è relativo alla loro accettabilità da un punto di vista della sicurezza per l’ambiente e per la salute umana ed animale. Il secondo è relativo alla opportunità di una loro adozione nel sistema agricolo del nostro paese o in quello degli altri paesi del mondo (con particolare riferimento a quello dei paesi che ancora devono risolvere i problemi base della nutrizione). In entrambe i casi sarebbe utile un’oggettiva presentazione degli eventuali “rischi e benefici”. L’analisi dei mass media italiani nel biennio 2001–02 ha invece evidenziato, con poche eccezioni, una generalizzata disattenzione per una seria ed approfondita valutazione di questi aspetti conoscitivi. Gran parte dell’informazione sulle piante GM ha invece assunto toni da battaglia ideologica, con contrapposizioni radicali sviluppate essenzialmente con toni da battaglia politica. Si è concentrata, insomma, sulle opinioni lasciando in secondo piano i “fatti”, ha commentato il prof. Fabio Terragni docente di bioetica presso l’Università degli Studi di Milano e membro del Comitato Scientifico.

“La disattenzione per gli aspetti conoscitivi del problema dovrebbe essere superata, in quanto, come risulta da tutte le “inchiesta per la strada” analizzate nei 2 anni, il pubblico ancora non conosce con adeguata precisione i termini della disputa: cosa sono le piante geneticamente modificate? Sono effettivamente pericolose? Ci offrono qualche vantaggio o i vantaggi saranno solo per i gruppi industriali?” ha concluso il prof. Francesco Sala, membro del Comitato per la Sicurezza delle Biotecnologie della Presidenza del Consiglio e Professore Ordinario di Botanica presso l’Università di Milano.

L’analisi condotta dall’Osservatorio di Pavia Media Research si è basata su una rassegna stampa proveniente da 10 quotidiani, i primi sette per tiratura oltre a Il Manifesto, L’Avvenire e L’Unità, due settimanali (L’Espresso e Panorama) e sette canali televisivi (reti Rai, reti Mediaset e La Sette). Il rapporto 2001–2002 completa il progetto di ricerca “Le Agrobiotecnologie nei Media Italiani” e segue i due precedenti rapporti pubblicati nell’aprile 2002 (Rapporto 2001) e nell’ottobre del 2002 (I semestre 2002). Tutti i rapporti sono disponibili su questo sito.

Al fine di garantire la correttezza dell’informazione scientifica, l’Osservatorio su “Media e Agrobiotecnologie” promosso da CARES si è avvalso della consulenza di un comitato scientifico del quale hanno fatto parte il Prof, Francesco Sala membro del “Comitato per la Sicurezza delle Biotecnologie” della Presidenza del Consiglio e professore ordinario di Botanica presso l’Università di Milano, il prof. Fabio Terragni docente di bioetica nel corso di laurea in Biotecnolgie presso l’università degli studi di Milano nonché autore e curatore di diversi volumi sulle implicazioni etiche e sociali delle biotecnologie e Alessandro Cecchi Paone, giornalista scientifico. La ricerca è stata commissionata da Crop Life, associazione non governativa senza fini di lucro attiva a livello mondiale nel settore delle scienze vegetali. L’associazione raggruppa le 8 principali società operanti nel settore.

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