Rapporto conclusivo
2001-2002
Il progetto
Rapporto OGM 2001
(1,1Mb)
Sintesi rapporto OGM 2001 (84Kb)
Report 2001
- Abstract in ENGLISH (44Kb)
Rapporto OGM I
sem 2002 (560Kb)
Rapporto
conclusivo 2001-2002 (1,3Mb)
CV
membri Comitato Scientifico (100Kb)
Comunicato stampa
10 aprile 2002
Comunicato stampa 23
settembre 2002
I link
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OGM: ORGANISMI GIORNALISTICAMENTE MODIFICATI?
Presentato oggi a Roma il rapporto 2001 Le Agrobiotecnolgie nei Media Italiani
curato dallOsservatorio di Pavia Media Research
Roma, 10 aprile 2002 Parlare di OGM, organismi geneticamente modificati, senza parlare di OGM. Un paradosso? No, la realtà dellinformazione sulle agrobiotecnologie prodotta da stampa e televisione italiana come emerge dallapprofondito rapporto 2001 Le agrobiotecnologie nei media italiani curato dallOsservatorio di Pavia Media Research. Il rapporto è stato presentato oggi a Roma, presso la Camera dei Deputati nel corso di una tavola rotonda moderata da Alessandro Cecchi Paone e alla quale hanno partecipato il Sen. Giovanni Murineddu e lOn. Stefano Losurdo, membri delle rispettive commissioni agricoltura di Senato e Camera, Anna Bartolini, Presidente del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, Roberto Defez, Biotecnologo del CNR e Barbara De Rossi, attrice. Il rapporto è disponibile su internet allindirizzo www.osservatorio.it
La ricerca condotta dallOsservatorio di Pavia evidenzia come linformazione, che dovrebbe essere scientifica e quindi obiettiva per definizione, si riduce invece ad essere mera portavoce dello scontro ideologico tra opposte fazioni pro o contro le agrobiotecnologie. Uninformazione che non informa sul tema, ma soltanto sulle opinioni intorno al tema, senza peraltro che queste vengano adeguatamente motivate. La prima vittima di questo modo di fare informazione è il lettore/telespettatoreconsumatore, sempre pi disorientato e impaurito, sempre meno informato. Questo, in estrema sintesi, il risultato dellanalisi che lOsservatorio di Pavia ha compiuto sullinformazione prodotta dai principali media italiani nel corso del 2001sullargomento agrobiotecnologie.
Oggetto del progetto di ricerca un corpus di 368 articoli di 10 quotidiani nazionali, selezionati da una rassegna stampa di 680 articoli, a cui si aggiungono 109 servizi televisivi trasmessi dalle 7 testate nazionali. Unanalisi che si estenderà per tutto il 2002, commissionata da Crop Life, organizzazione non governativa senza fini di lucro, e che si è avvalsa di un comitato scientifico composto dal Prof. Francesco Sala, membro del Comitato per la Sicurezza delle Biotecnologie della Presidenza del Consiglio e Professore Ordinario di Botanica presso lUniversità di Milano, il Prof. Fabio Terragni docente di bioetica presso lUniversità degli Studi di Milano e Alessandro Cecchi Paone, giornalista scientifico.
Le agrobiotecnologie non fanno notizia
Lindagine condotta dallOsservatorio di Pavia evidenzia come linformazione sugli OGM si lega per lo più a tre principali emergenze: fatti di cronaca che hanno con essi un legame più o meno stretto. Questo spiega lelevato volume di informazione generata dai mass media nel corso dei primi sei mesi del 2001 rispetto al secondo periodo dellanno dove lattenzione mediatica sul tema si riduce considerevolmente. Secondo quanto emerge dal rapporto, gli OGM vengono inoltre spesso associati a temi a loro totalmente estranei quali la mucca pazza, leffetto serra e il nucleare connotandoli quindi in maniera negativa. Secondo gli esperti dellOsservatorio di Pavia, manca quindi nei media italiani un dibattito autonomo sulle biotecnologie in agricoltura.
Troppo spesso infatti il dibattito sul tema OGM che, per essere chiaro, dovrebbe avere riferimenti scientifici, si riduce ad puro resoconto di un conflitto ideologico, che si alimenta di toni aspri e di termini fortemente suggestivi. Per altro, dallanalisi compiuta, risultano sorprendentemente assenti o esclusi dal confronto mediatico gli esponenti del mondo scientifico e gli esperti, assenti i politici con la sola eccezione dei Verdi e dei Ministri dellAgricoltura e della Salute. Questi ultimi risultano schierati su fronti opposti (i primi tendenzialmente negativi, i secondi rassicuranti) nel corso di tutto lanno, a prescindere dal cambio di governo. Impossibile quindi trovare sui mass media un confronto razionale sui pro e i contro delle agrobiotecnologie, sulla valutazione del rischio o sul rapporto costibenefici. Con la conseguenza che il fruitore dellinformazione, che è poi il consumatore, non ha sufficienti elementi razionali per formarsi una propria opinione.
Nel quadro preso in esame le opinioni tendono a prevalere sui fatti e il contenuto scientifico dellinformazione viene sistematicamente posto in secondo piano rispetto alla cronaca ha dichiarato Andrea Caretta, responsabile del progetto di ricerca condotto dallOsservatorio di Pavia.
Lanalisi degli articoli di stampa e dei servizi televisivi dedicati allutilizzo di piante OGM in agricoltura e in alimentazione ha messo in evidenza una qualità ancora insoddisfacente dellinformazione su temi scientifici nel nostro paese, ha commentato Francesco Sala, Professore Ordinario di Botanica presso lUniversità di Milano e membro del Comitato Scientifico dellOsservatorio di Pavia. Lanalisi ha evidenziato ricorrenti errori ed omissioni
Sempre più spesso il sensazionalismo scientifico conquista le prime pagine dei giornali e le aperture dei telegiornali, restando però in superficie, gravato per di più da non pochi errori ed approssimazioni. Lalternativa ad una corretta e diffusa educazione ed informazione scientifica e tecnologica è la cristallizzazione di un giudizio collettivo basato più su emozioni, preconcetti ed ideologie che su nozioni reali. Il che vale sia che si esprima una propensione sfavorevole che una favorevole, ha commentato Alessandro Cecchi Paone, divulgatore scientifico e membro del Comitato Scientifico dellOsservatorio di Pavia
LOsservatorio di Pavia nasce nel 1994 in seno alla C.A.R.E.S., Cooperativa di analisi e rilevazione economiche e sociali, e si sviluppa come istituto di ricerca e di analisi della comunicazione. Lobiettivo fondante dellOsservatorio è la tutela del pluralismo sociale, culturale e politico nei mezzi di comunicazione. In questa prospettiva si inquadrano le differenti attività, le strategie e le aree di azione dellistituto, che si contraddistingue per indipendenza e autonomia professionali.
Al fine di garantire la correttezza dellinformazione scientifica, lOsservatorio su Media e Agrobiotecnologie promosso da CARES si avvale della consulenza di un comitato scientifico dei quali fanno parte il Prof, Francesco Sala membro del Comitato per la Sicurezza delle Biotecnologie della Presidenza del Consiglio e professore Ordinario di Botanica presso lUniversità di Milano, il Prof. Fabio Terragni docente di bioetica nel corso di laurea di Biotecnolgie presso luniversità degli studi di Milano nonch? autore e curatore di diversi volumi sulle implicazioni etiche e sociali delle biotecnologie e Alessandro Cecchi Paone, giornalista scientifico.
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Per ulteriori informazioni:
Andrea Caretta, Cares, Tel 038228911
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