{"id":1837,"date":"2006-03-06T15:07:46","date_gmt":"2006-03-06T14:07:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatorio.it\/?p=1837"},"modified":"2017-02-28T15:10:34","modified_gmt":"2017-02-28T14:10:34","slug":"donne-media-global-media-monitoring-project-who-makes-the-news-2005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/donne-media-global-media-monitoring-project-who-makes-the-news-2005\/","title":{"rendered":"Donne e Media:\u00a0Global Media Monitoring Project: Who Makes the News?\u00a0(2005)"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1837\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"It\">It<\/a>.<\/p><p>Mercoled\u00ec 1 marzo 2006 a Padova, sono stati presentati e discussi i risultati del Global Media Monitoring Project 2005, una ricerca internazionale su donne e media volta a promuovere l\u2019uguaglianza di genere nell\u2019informazione.<br \/>\nL\u2019evento si inserisce nelle tre settimane di mobilitazione (16 febbraio \u2013 8 marzo, 2006) promosse dalla World Association for Christian Communication (WACC) \u2013 l\u2019associazione britannica fondatrice del progetto \u2013 e sostenute dall\u2019UNIFEM e dall\u2019UNESCO.<br \/>\nI partecipanti italiani all\u2019edizione del GMMP 2005 \u2013 Universit\u00e0 di Padova e Torino, Ancorpari, Osservatorio di Pavia e COSPE \u2013 hanno organizzato un seminario per discutere i risultati e l\u2019esperienza italiana, a confronto con alcuni partner europei (Croazia e Inghilterra), per valutare le prospettive future e promuovere un appello a favore di un riequilibrio della cultura di genere nell\u2019ambito della comunicazione, in prospettiva del 2007, Anno europeo per le Pari Opportunit\u00e0.<br \/>\nDopo 10 anni dal primo monitoraggio del GMMP, i risultati del 2005 mostrano, sia a livello nazionale sia a livello internazionale, il permanere di ampi spazi di discriminazione delle donne nell\u2019ambito dell\u2019informazione di stampa, radio e televisione. Se molte sono le donne giornaliste che hanno accesso alla conduzione dei telegiornali (53% donne vs 47% di uomini, a livello internazionale; 59% donne vs 41% di uomini, a livello nazionale), ancora poche sono le colleghe reporter (37% donne vs 63% di uomini a livello internazionale; 41% donne vs 59% di uomini, a livello nazionale) e pochissime le donne che fanno notizia (solo il 21% dei protagonisti delle notizie \u00e8 donna, a livello internazionale, e il 14% a livello nazionale).<\/p>\n<p>A conclusione del seminario \u00e8 stato presentato un appello che \u00e8 poi stato diffuso il giorno 8 marzo e rivolto alle forze politiche e sociali che, partendo dai risultati di questa ricerca e delle molte ricerche realizzate in Italia su questo tema negli anni scorsi, mira a riportare l\u2019attenzione sulla necessit\u00e0 di uno sforzo congiunto che coinvolga le istituzioni, i professionisti dei media e le strutture che fanno formazione ed educazione: uno sforzo volto a promuovere iniziative e percorsi mirati a promuovere una rappresentazione e una presenza delle donne nei media che ne rifletta pienamente le competenze, le conoscenze, gli interessi e le aspettative.<\/p>\n<p>Il GMMP in Italia: sintesi dei principali risultati<br \/>\ncome evidenziato nelle precedenti edizioni del GMMP, la presenza delle donne giornaliste \u00e8 paritaria a quella dei colleghi uomini, addirittura registra una percentuale superiore a quella maschile (52%)<\/p>\n<p>le donne giornaliste hanno grande visibilit\u00e0 soprattutto come conduttrici dei TG (il 59% dei conduttori TV \u00e8 donna), mentre la professione delle donne corrispondenti \u00e8 meno valorizzata (41%)<\/p>\n<p>la rappresentazione delle donne nelle notizie, come persone protagoniste delle storie raccontate o come persone intervistate a vario titolo, \u00e8 molto bassa: solo il 14% del campione complessivo \u00e8 donna<\/p>\n<p>il confronto tra i tre\u00a0media\u00a0analizzati registra sotto questo profilo una maggiore apertura televisiva verso le donne (16%), contro una chiusura della stampa (10%)<\/p>\n<p>le donne sono incluse soprattutto in articoli o servizi di Criminalit\u00e0 e Violenza: il 55% del campione femminile si concentra nella cronaca di eventi criminosi o violenti, contro il 33% degli uomini<\/p>\n<p>vi \u00e8 poi una rilevante presenza delle donne nelle questioni politiche (17%), ma in misura minore rispetto agli uomini (39%, ovvero pi\u00f9 del doppio) e in notizie di spettacolo, cultura, sport e gossip sulle persone celebri<\/p>\n<p>gli uomini primeggiano nell&#8217;Economia, con una presenza 10 volte superiore a quella femminile (11% contro l&#8217;1%)<\/p>\n<p>le donne risultano nel complesso meno rappresentate sotto il profilo professionale o di\u00a0status\u00a0sociale rispetto agli uomini: per il 17,2% del campione femminile non \u00e8 stato possibile ricavare informazioni utili a definire il ruolo sociale o professionale del soggetto<\/p>\n<p>nella maggioranza dei casi, la visibilit\u00e0 mediatica delle donne dipende dal coinvolgimento diretto in fatti che hanno superato la soglia della notiziabilit\u00e0 e sono entrati nell&#8217;agenda dell&#8217;informazione: nel 70% dei casi esse sono presenti nelle notizie con il ruolo di protagoniste<\/p>\n<p>gli uomini pi\u00f9 delle donne, invece, risultano nel complesso inclusi nell&#8217;informazione anche se non sono protagonisti diretti degli eventi notiziati<\/p>\n<p>le donne sono vittime nella maggior parte delle notizie (il 58%), mentre gli uomini lo sono in misura molto minore (11%)<\/p>\n<p>sotto il profilo della connotazione dei soggetti sulla base di relazioni familiari (donna madre o moglie, uomo padre o marito) si registra una tendenza verso l&#8217;equiparazione fra i generi<\/p>\n<p>le donne conduttrici trovano uno spazio aperto soprattutto in TV (63%), meno negli altri mezzi<\/p>\n<p>la radio \u00e8 il mezzo che registra un maggiore equilibrio tra donne e uomini sia nel ruolo di conduttori (46% donne e 56% uomini), sia nel ruolo di corrispondenti (48% donne e 52% uomini)<\/p>\n<p>i quotidiani sono invece il\u00a0medium\u00a0che pi\u00f9 discrimina le donne (26% di corrispondenti donne vs 74% di corrispondenti uomini)<\/p>\n<p>i temi che caratterizzano l&#8217;informazione a cura delle corrispondenti donne sono soprattutto Scienza e Salute e Celebrit\u00e0, arti e sport<\/p>\n<p>il giornalismo al femminile non sembra favorire la rappresentazione delle donne; l&#8217;attenzione delle corrispondenti donne verso il mondo femminile \u00e8 infatti di poco pi\u00f9 alta rispetto a quella dei conduttori uomini (15% vs 12%); sembra piuttosto caratterizzare sia le conduttrici che i conduttori un&#8217;elevata considerazione del mondo maschile (85% e 88%)<\/p>\n<p>le notizie relative alle donne e che sono risultate al contempo pi\u00f9 appetibili ai\u00a0media\u00a0nel corso della giornata monitorata riguardano soprattutto la Criminalit\u00e0 e la Violenza, risultato confermato tra l&#8217;altro dall&#8217;alta percentuale di donne vittime registrate: risultati indicativi di una \u201csensibilit\u00e0\u201d dell&#8217;informazione italiana verso \u201ccattive notizie\u201d che coinvolgono donne.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in It.Mercoled\u00ec 1 marzo 2006 a Padova, sono stati presentati e discussi i risultati del Global Media Monitoring Project 2005, una ricerca internazionale su donne e media volta a promuovere l\u2019uguaglianza di genere nell\u2019informazione. 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