{"id":1875,"date":"2003-06-28T16:05:55","date_gmt":"2003-06-28T14:05:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatorio.it\/?p=1875"},"modified":"2017-02-28T16:08:09","modified_gmt":"2017-02-28T15:08:09","slug":"la-donna-invisibile-della-politica-2003","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/la-donna-invisibile-della-politica-2003\/","title":{"rendered":"La donna invisibile della politica (2003)"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1875\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"It\">It<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p class=\"titolo\">La donna invisibile della politica (2003)<\/p>\n<p class=\"testo\">l 20 febbraio 2003 il Senato italiano ha votato la modifica dell\u2019articolo 51 della Costituzione. La nuova stesura, approvata dalla quasi totalit\u00e0 dell\u2019assemblea, introduce la parit\u00e0 di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive facendo esplicito riferimento che \u201ca tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunit\u00e0 tra uomini e donne&#8221;. A un principio di eguaglianza fra i sessi gi\u00e0 presente nella legislazione, si sostituisce un\u2019azione positiva volta a rimuovere gli ostacoli che limitano la partecipazione femminile.<br \/>\nL\u2019importanza di questo voto \u00e8 palpabile, poich\u00e9 la politica \u00e8 proprio uno dei settori dove la partecipazione delle donne \u00e8 rimasta costantemente bassa. La divisione verticale e orizzontale nel mercato del lavoro \u00e8 ampiamente, e curiosamente, riprodotta nell\u2019arena politica. La marginalizzazione verticale si manifesta sia in termini di selezione delle candidature e assegnazione dei collegi elettorali, che si traducono in barriere all\u2019entrata per le candidate potenziali e quindi in minori donne elette, sia nella scelta delle cariche politiche e istituzionali di rilievo. Anche la divisione orizzontale, con cui normalmente si intende la divisione fra i sessi dei lavori che favorisce il sorgere di occupazioni maschili e femminili, sembra essere rintracciabile nella professione politica poich\u00e9 le donne tendono a prevalere in commissioni e ministeri storicamente e culturalmente considerati pi\u00f9 femminili.<br \/>\nOggi nel Parlamento ci sono 96 donne, 71 alla Camera e 25 al Senato, pari a una rappresentanza politica del 10,1%. L\u2019Italia, con queste percentuali di rappresentanza femminile, si posiziona al sessantanovesimo posto nel mondo. La percentuale di donne nei parlamenti dei 181 paesi considerati nelle\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ipu.org\/wmn-e\/classif.htm\">statistiche dell\u2019Inter-Parlamentary Union<\/a>\u00a0\u00e8 pari al 14,8%, una media superiore a quella italiana di quasi cinque punti percentuali.<br \/>\nIn termini di rappresentazione mediatica, la televisione si limita in gran parte a registrare l\u2019esistente: negli ultimi sette anni (dal \u201896) le percentuali di tempo dedicate alle donne in politica sono rimaste sostanzialmente invariate. In tutto il 2002, le sei emittenti dei due network nazionali Rai e Mediaset hanno dedicato un tempo di attenzione alle donne della politica lievemente superiore alle 79 ore contro le 999 dedicate ai loro colleghi uomini. In percentuale (grafico 1), la visibilit\u00e0 delle donne si attesta sul 7,3%, senza differenze significative fra Rai e Mediaset. La rappresentazione mediatica delle donne \u00e8 pertanto inferiore alla gi\u00e0 esigua rappresentanza parlamentare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/osservatorio.it\/download\/approdonnebeppegraph1.gif\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>Se poi confrontiamo i tempi di attenzione e presenza dei primi dieci uomini con quelli delle prime dieci donne nel 2002, le differenze di esposizione diventano macroscopiche. Il tempo di attenzione dedicato al primo uomo (10331 minuti), il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, \u00e8 pi\u00f9 del doppio della somma del tempo dedicato a tutte le donne (4751 minuti). Il ministro dell\u2019istruzione Letizia Moratti, che compare al primo posto nella classifica femminile in termini di attenzione, ottiene con 406 minuti uno spazio inferiore alla met\u00e0 del tempo concesso al suo collega di governo Girolamo Sirchia che, a sua volta, con 962 minuti si posiziona al decimo posto della classifica maschile.<br \/>\nL\u2019osservazione del tempo di presenza, gestito direttamente in video, non \u00e8 pi\u00f9 confortante: Alessandra Mussolini \u00e8 la rappresentante politica con maggiore presenza diretta in televisione con 222 minuti, circa 1\/16 dello spazio concesso al primo uomo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/osservatorio.it\/download\/approdonnebeppetab1e2.gif\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>(1) In questa classifica \u00e8 stato escluso il tempo di presenza in video della parlamentare Gabriella Carlucci durante la conduzione del programma televisivo \u201cMelaverde\u201d.<\/p>\n<p>Le ragioni di questa sotto rappresentazione vanno principalmente ricercate nella sfera reale: assenza di donne fra le pi\u00f9 importanti cariche istituzionali dello Stato (presidenza della Repubblica e delle camere), solamente due donne fra i ministri del governo e nessuna nelle leadership di partito. In effetti, osservando la classifica dei primi dieci uomini troviamo il presidente del Consiglio, il presidente della Repubblica, il presidente della Camera; cos\u00ec come altri importanti leader di partito e\/o ministri di governo.<br \/>\nTuttavia, anche la sfera mediale sembra rafforzare questa segregazione(2).<br \/>\nIn primo luogo, il palinsesto televisivo mostra, nei suoi diversi generi di programma, una permeabilit\u00e0 dissimile nei confronti delle donne e degli uomini. Il grafico 2 mostra alcune differenze interessanti: i notiziari sono il luogo del palinsesto che accentua maggiormente la segregazione delle donne, con solamente l\u20191,5% di tempo di attenzione; seguono le trasmissioni di approfondimento con l\u20198%, l\u2019informazione parlamentare con il 9,8% e infine le trasmissioni di intrattenimento che invece concedono alle rappresentanti politiche donne un tempo di attenzione superiore al 18%. Le donne sono maggiormente visibili nei programmi che non si occupano primariamente di politica e, in ogni caso, rimangono escluse dai salotti tradizionalmente pi\u00f9 nobili della comunicazione politica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/osservatorio.it\/download\/approdonnebeppegraph2.gif\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>(2) Per un\u2019analisi statistica sugli anni precedenti si veda:<br \/>\nMaiola G., Marchese M., La visibilit\u00e0 delle donne nella comunicazione politica televisiva, in Comunicazione Politica, vol. I n. 2 Autunno 2000, pp. 331-337.<\/p>\n<p>Un altro fenomeno di segregazione mediatica che appare persistere negli anni riguarda le specificit\u00e0 tematiche alle quali le presenze femminili sono legate. La tabella 3 mostra i principali temi trattati dalle donne in politica nei notiziari di Rai e Mediaset del 2002. L\u2019istruzione \u00e8 largamente (31,1%) al primo posto della classifica, grazie certamente al tempo gestito dal ministro dell\u2019istruzione Moratti; altre tematiche sono invece riconducibili a una specificit\u00e0 di genere, come la fecondazione assistita, le questioni femminili e la tutela dei minori. Difficilmente questi temi appaiono ai primi posti dell\u2019agenda politica maschile. Viceversa sui temi pi\u00f9 classici dell\u2019agenda politica nazionale, quali i rapporti e le dinamiche di partito, le crisi internazionali, ma anche l\u2019economia o il dibattito sulle riforme, raramente viene chiesto un intervento delle donne.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/osservatorio.it\/download\/approdonnebeppetab3.gif\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>Dopo la modifica dell\u2019articolo 51, ci si interroga su quali saranno i provvedimenti che il Parlamento adotter\u00e0 per tradurre in pratica i principi espressi nella carta costituzionale. In questo percorso i mass media possono avere un ruolo decisivo per stimolare un riequilibrio della rappresentanza e nel valorizzare la politica femminile, attraverso la promozione di azioni positive per aumentarne la visibilit\u00e0. Una riflessione sulle modalit\u00e0 di rappresentazione delle donne in politica sar\u00e0 inoltre tanto pi\u00f9 efficace se compiuta durante la fase centrale della legislatura, sia per le maggiori probabilit\u00e0 di un dialogo e una convergenza fra le diverse parti politiche, sia per anticipare l\u2019avviamento delle macchine elettorali che, in mancanza di un impulso significativo, tenderanno a riprodurre routine discriminanti.<\/p>\n<p class=\"testo\">\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in It. La donna invisibile della politica (2003) l 20 febbraio 2003 il Senato italiano ha votato la modifica dell\u2019articolo 51 della Costituzione. 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