{"id":1879,"date":"2017-02-28T16:51:44","date_gmt":"2017-02-28T15:51:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatorio.it\/?p=1879"},"modified":"2021-03-02T15:40:06","modified_gmt":"2021-03-02T14:40:06","slug":"europa-sospesa-inquietudine-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/europa-sospesa-inquietudine-speranza\/","title":{"rendered":"X Rapporto sulla sicurezza e insicurezza sociale: Europa sospesa tra inquietudine e speranza"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1879\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"It\">It<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Un decennio all\u2019insegna dell\u2019incertezza globale. Crisi economica e disuguaglianze in cima alle preoccupazioni dei cittadini.\u00a0<\/strong><strong>Presentato alla Camera il X Rapporto sulla sicurezza e l\u2019insicurezza sociale in Italia ed Europa realizzato da Fondazione Unipolis con Demos&amp;Pi e Osservatorio di Pavia<\/strong><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<p class=\"column\"><strong>\u00a0<\/strong><em>Il commento di Ilvo Diamanti e gli interventi di Romano Prodi, Lucio Caracciolo, Gian Guido Nobili, Paolo Di Paolo, Pierluigi Stefanini<\/em><\/p>\n<p class=\"column\">Europa cercasi. A sessant\u2019anni dall\u2019avvio del processo di integrazione, non solo l\u2019unit\u00e0 europea non si \u00e8 realizzata, ma mai come in questa fase appare a rischio l\u2019dea stessa di Europa. E tuttavia, pur nella forte disillusione, la maggioranza dei cittadini italiani continua a ritenere \u201cnecessaria\u201d l\u2019unit\u00e0 del Vecchio Continente. Al punto che, richiesti di scegliere se preferirebbero stare \u201cdentro\u201d o \u201cfuori\u201d, il 60% sceglierebbe di restare in Europa; cos\u00ec come continuerebbero a dire s\u00ec alla moneta unica. Un risultato tutt\u2019altro che scontato, di fronte all\u2019avanzare di partiti e movimenti che, in quasi tutti i paesi, mettono apertamente in discussione l\u2019appartenenza all\u2019Unione europea e contestano l\u2019Euro.E\u2019 questo, del resto, il dato pi\u00f9 significativo che emerge dal X Rapporto sulla sicurezza e insicurezza sociale, realizzato da Fondazione Unipolis in collaborazione con Demos&amp;Pi e Osservatorio di Pavia, che quest\u2019anno ha dedicato uno specifico approfondimento all\u2019Europa, proprio in coincidenza con l\u2019anniversario dei Trattati di Roma del 1957, che segnarono l\u2019inizio del percorso, faticoso e contraddittorio, per la nascita dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<div class=\"column\">\n<p>Il Rapporto, elaborato con la direzione scientifica del prof. Ilvo Diamanti dell\u2019Universit\u00e0 di Urbino, \u00e8 stato presentato oggi, marted\u00ec 28 febbraio, a Roma, alla Camera dei deputati, nel corso di un incontro, coordinato da Maria Latella di Sky Tg24, al quale hanno preso parte Romano Prodi, gi\u00e0 presidente della Commissione europea; Lucio Caracciolo, direttore di Limes; lo scrittore Paolo Di Paolo; Gian Guido Nobili, coordinatore del Forum Nazionale della sicurezza urbana; Pierluigi Stefanini, presidente del Gruppo Unipol e di Fondazione Unipolis.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1880\" src=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/xrapportoevidenza.jpg\" alt=\"\" width=\"830\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/xrapportoevidenza.jpg 830w, https:\/\/www.osservatorio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/xrapportoevidenza-350x164.jpg 350w, https:\/\/www.osservatorio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/xrapportoevidenza-768x361.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/xrapportoevidenza-750x352.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 830px) 100vw, 830px\" \/><\/p>\n<p>Oltre al Focus sull\u2019Europa, il Rapporto &#8211; giunto al giro di boa della decima edizione &#8211; mette in evidenza le maggiori \u201cpreoccupazioni\u201d e \u201cpaure\u201d dei cittadini italiani e di altri sei paesi europei (Francia, Germania, Polonia, Regno Unito, Spagna, Ungheria) attraverso un\u2019indagine sulla \u201cpercezione\u201d della sicurezza (utilizzando un ampio e rappresentativo campione di popolazione) e la rilevazione sulla \u201crappresentazione\u201d che di questo fenomeno danno i telegiornali nazionali italiani e i principali Tg esteri.<\/p>\n<p>Ne emerge un quadro assai articolato, ma nel quale, in particolare per quanto riguarda l\u2019Italia, svettano le preoccupazioni connesse alla \u201cdistruzione dell\u2019ambiente e della natura\u201d (58%), cos\u00ec come \u201cessere vittima di disastri naturali\u201d (38%), sui cui hanno senza dubbio inciso i terremoti che hanno colpito nel 2016 il Centro Italia. Un peso rilevante nell\u2019accrescere le paure ce l\u2019hanno i\u00a0processi di globalizzazione (39%) e \u201cgli atti terroristici\u201d (44%). Ma \u00e8 la crisi economica, con il corredo di perdita di lavoro, disoccupazione, impoverimento e timori per il futuro dei giovani a determinare situazioni di vera e propria angoscia. Al punto che \u201cl\u201980% degli intervistati dichiara di avere percepito un aumento delle disuguaglianze economiche e sociali\u201d. Ci\u00f2 mentre si conferma, peraltro, come nel nostro Paese il sistema dell\u2019informazione televisiva continui a sottovalutare i fenomeni sociali connessi alla crisi economica, che sono appunto al centro delle preoccupazioni dei cittadini, dedicando invece maggiore spazio ai fenomeni della criminalit\u00e0 comune, spesso mettendoli in relazione all\u2019immigrazione e al flusso dei rifugiati.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Di fronte alle minacce e all\u2019instabilit\u00e0 sollevate dalla globalizzazione \u2013 sottolinea il prof. Diamanti nel suo commento ai risultati del X Rapporto su sicurezza e insicurezza sociale l\u2019Europa \u201cdovrebbe offrire \u201cmediazione\u201d e \u201crappresentanza\u201d, ma anche \u201cdifesa\u201d, nelle relazioni fra noi e il Mondo&gt;&gt;. In realt\u00e0, il sentimento europeo si \u00e8 andato \u201caffievolendo\u201d per l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Europa di rappresentare un\u2019efficace strumento di protezione: &lt;&lt;Anche cos\u00ec \u2013 continua Diamanti &#8211; si spiega la crescita dell\u2019insicurezza fra i cittadini&gt;&gt;. E tuttavia, pur in un\u2019Europa &lt;&lt;che ancora non c\u2019\u00e8, perch\u00e9 \u00e8 stata e viene perseguita in modo sbagliato, per gran parte dei cittadini, continua a rappresentare un obiettivo giusto. Perch\u00e9 l\u2019Europa unita offre un buon motivo per cui \u201cspendersi\u201d. Per allargare i confini e lo spazio dove sentirsi \u201cinsieme\u201d. Riuscendo, cos\u00ec, a superare l\u2019incertezza sociale e l\u2019inquietudine personale. Ma, per questo, occorre agire e operare da \u201cimprenditori politici solidali\u201d. Per un\u2019Europa senza frontiere&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Intervenendo alla presentazione, il presidente Stefanini ha ripreso in particolare le considerazioni svolte dal prof. Diamanti riguardo all\u2019Europa: &lt;&lt;I ritardi, le contraddizioni e l\u2019incapacit\u00e0 di affrontare unita la crisi economica e sociale, i problemi del lavoro, soprattutto per i giovani, sono in gran parte all\u2019origine della disaffezione e per taluni aspetti del rifiuto di un\u2019Europa della quale si avverte essenzialmente la burocratizzazione, l\u2019ossessione ai vincoli di bilancio. Appare perci\u00f2 importante il dato, rilevato dall\u2019indagine contenuta nella decima edizione del Rapporto su sicurezza e insicurezza sociale, secondo cui nonostante tutto, la maggioranza dei cittadini italiani considera l\u2019Europa necessaria. Bisogna partire da qui per affermare il necessario cambiamento nelle strategie e nelle politiche della Ue, che devono mettere al centro i bisogni dei cittadini, a partire dal lavoro, da una maggiore giustizia ed equit\u00e0 sociale. Il punto di riferimento deve diventare l\u2019Agenda 2030 dell\u2019Onu, per definire anche per l\u2019Europa e per l\u2019Italia obiettivi concreti di sviluppo sostenibile; i soli in grado di affrontare i grandi cambiamenti indotti dall\u2019innovazione tecnologica e dalla globalizzazione. Spetta alle istituzioni, alla politica come a chi opera nelle imprese e nella societ\u00e0, assumere piena consapevolezza di queste sfide e impegnarsi con determinazione per dare una prospettiva e un futuro alle nuove generazioni&gt;&gt;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in It. Un decennio all\u2019insegna dell\u2019incertezza globale. 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