{"id":2527,"date":"2017-05-30T09:38:15","date_gmt":"2017-05-30T07:38:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatorio.it\/?p=2527"},"modified":"2017-12-20T10:39:25","modified_gmt":"2017-12-20T09:39:25","slug":"eroiche-sospette-la-rappresentazione-delle-operazioni-soccorso-migranti-rifugiati-nei-media","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/eroiche-sospette-la-rappresentazione-delle-operazioni-soccorso-migranti-rifugiati-nei-media\/","title":{"rendered":"Da eroiche a sospette. La rappresentazione delle operazioni di soccorso di migranti e rifugiati nei media"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2527\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"It\">It<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<h3><strong>Presentato il rapporto \u201c<\/strong><strong>Navigare a vista \u2013 Il racconto delle operazioni di ricerca e soccorso di migranti nel Mediterraneo centrale\u201d: \u201c<\/strong><strong>chi promuove una delegittimazione dei soggetti Sar promuove le politiche dei respingimenti\u201d<\/strong><\/h3>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<p>Di operazioni di ricerca e soccorso i media parlano, e tanto: presenti nel\u00a0<strong>13% delle notizie sull\u2019immigrazione<\/strong>\u00a0nei principali quotidiani italiani e nel\u00a0<strong>18% dei servizi\u00a0<\/strong>sull\u2019immigrazione dei tg in prima serata e legate soprattutto al\u00a0<strong>racconto di naufragi<\/strong>\u00a0(39%) e\u00a0<strong>azioni di salvataggio<\/strong>\u00a0(22%). Ma come se ne parla? A fotografare la rappresentazione mediatica delle operazioni Sar (Search and Rescue) \u00e8 il rapporto\u00a0<strong>\u201c<\/strong><strong>Navigare a vista \u2013 Il racconto delle operazioni di ricerca e soccorso di migranti nel Mediterraneo centrale<\/strong>\u201d, presentato oggi presso l\u2019Associazione Stampa Estera da<strong>\u00a0Osservatorio di Pavia<\/strong>,<strong>\u00a0Associazione Carta di Roma\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Cospe<\/strong>.<\/p>\n<h4><strong>Organizzazioni militari e civili: quale il racconto di chi \u00e8 operativo?<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019analisi di\u00a0<strong>400 tweet<\/strong>\u00a0sulle operazioni Sar postati dagli account ufficiali delle ong pi\u00f9 attive, di Eunavfor Med, della Marina militare e della Guardia costiera italiana ha consentito di rilevare importanti differenze nel racconto delle Sar da parte degli stessi attori coinvolti: se quello delle ong \u00e8 un racconto costante nel tempo e spesso emotivo, che si sofferma sulle persone soccorse, quello di Eunavfor Med e della Marina \u00e8 un racconto pi\u00f9 tecnico, focalizzato sulla gestione delle azioni di intervento. Nel mezzo si pone la Guardia costiera, che alterna entrambe le tipologie di comunicazione. Diverso anche il linguaggio usato: gli attori civili parlano pi\u00f9 spesso di\u00a0<strong>\u201cpersone\u201d salvate<\/strong>(nel 42% dei loro tweet), quelli militari di\u00a0<strong>\u201cmigranti\u201d<\/strong>\u00a0(nel 77% dei loro tweet); il racconto delle ong \u00e8\u00a0<strong>empatico nel 53% dei casi<\/strong>, mentre lo \u00e8 solo nel\u00a0<strong>6%\u00a0<\/strong>dei tweet delle organizzazioni militari. Ed \u00e8 solo nel racconto delle organizzazioni non governative che troviamo riferimenti anche\u00a0<strong>a ci\u00f2 che accade prima e dopo il soccorso<\/strong>. \u00abNel caso dei soccorsi viene data voce ai protagonisti, esperti o migranti che siano, nel 67% dei casi\u00bb, cos\u00ec Paola Barretta, ricercatrice senior dell\u2019Osservatorio di Pavia.<\/p>\n<h4><strong>La rappresentazione delle Sar nei\u00a0<em>mainstream<\/em>\u00a0media<\/strong><\/h4>\n<p>Con l\u2019avvio di Mare Nostrum nell\u2019ottobre 2013, in risposta ai tragici naufragi avvenuti il 3 e l\u201911 dello stesso mese, le operazioni di ricerca e soccorso acquisiscono centralit\u00e0 nel racconto dell\u2019immigrazione: dagli arrivi sulle coste italiane agli incidenti, fino alla cronaca degli interventi stessi. Una narrazione che fino al 2016, se confrontata alla rappresentazione di migrazioni e migranti nel loro complesso, rappresenta\u00a0<strong>una buona pratica<\/strong>: nonostante il tema dell\u2019immigrazione sia divisivo, quello delle Sar \u00e8 un racconto positivo, che mette\u00a0<strong>al centro i protagonisti del soccorso e le loro azioni<\/strong>\u00a0\u2013 organizzazioni e esperti\u00a0<strong>hanno voce in oltre la met\u00e0 dei servizi<\/strong>\u00a0\u2013 presentandoli come \u201cangeli del mare\u201d e che, soprattutto,\u00a0<strong>umanizza il fenomeno<\/strong>, soffermandosi su solidariet\u00e0 e accoglienza. Se nel totale dei servizi\u00a0<em>prime time<\/em>\u00a0sull\u2019immigrazione, migranti, rifugiati e immigrati stabilmente residenti in Italia hanno voce solo nel 3% dei casi, la percentuale sale al\u00a0<strong>14% quando si tratta di notizie relative alle SAR<\/strong>. Questo, almeno, fino ai primi mesi del 2017. Poi tutto cambia.<\/p>\n<h4><strong>Da \u201cangeli\u201d a \u201ctaxi\u201d<\/strong><\/h4>\n<p>Con il video di un blogger divenuto virale prima e le dichiarazioni del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro poi, la cornice da positiva diventa negativa: un\u2019ombra \u00e8 gettata sull\u2019operato delle ong. Si apre cos\u00ec una nuova fase del racconto delle Sar: l\u2019operato delle organizzazioni che conducono questi interventi \u00e8 messo in discussione, fino a dubitare dello spirito umanitario che le anima.\u00a0<strong>A prevalere \u00e8 ora il sospetto<\/strong>. \u00abLa narrazione delle operazioni Sar porta con s\u00e9 diversi rischi tra cui la legittimazione di politiche migratorie pi\u00f9 restrittive e la criminalizzazione della solidariet\u00e0\u00bb evidenzia Valeria Brigida, giornalista\u00a0<em>freelance<\/em>\u00a0tra gli autori del rapporto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2531 size-medium\" src=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18766719_10213201183848018_2680395086623812089_o-197x350.jpg\" alt=\"\" width=\"197\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18766719_10213201183848018_2680395086623812089_o-197x350.jpg 197w, https:\/\/www.osservatorio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18766719_10213201183848018_2680395086623812089_o-768x1367.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18766719_10213201183848018_2680395086623812089_o-575x1024.jpg 575w, https:\/\/www.osservatorio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18766719_10213201183848018_2680395086623812089_o-337x600.jpg 337w, https:\/\/www.osservatorio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18766719_10213201183848018_2680395086623812089_o.jpg 809w\" sizes=\"auto, (max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/><\/p>\n<p>Non solo: i media talvolta\u00a0<strong>confondono e sovrappongono i ruoli di organizzazioni militari e ong<\/strong>, mentre la diversit\u00e0 della loro natura e delle loro missioni \u00e8 emersa anche, come osservato, nelle\u00a0<strong>modalit\u00e0 di comunicazione<\/strong>\u00a0da esse adottate.\u00a0<strong>Afferma Anna Meli, Cospe<\/strong>: \u00abInterrogarsi su cosa davvero succeda a livello di politiche globali, lo spostamento di attenzione \u00e8 un po\u2019 obbligato, ma come giornalisti domandarsi perch\u00e9 stia accadendo un certo fenomeno e dove un certo tipo d\u2019informazione istituzionale ci vuol portare a ragionare\u00bb.\u00a0<strong>E ribadisce Pietro Suber, vicepresidente dell\u2019Associazione Carta di Roma<\/strong>: \u00abBloccare i migranti diventa la risposta pi\u00f9 facile della politica agli\u00a0<em>umori<\/em>\u00a0della piazza. In questo contesto la ricerca che presentiamo oggi assume un particolare interesse per comprendere come si sta trasformando uno dei temi principali del nostro dibattito mediatico, pubblico\u00bb<\/p>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una cornice, quella del sospetto, che appare difficile da scardinare nonostante le repliche degli attori attaccati, fino a quando non sar\u00e0 sostituita da\u00a0<strong>un\u00a0<em>frame<\/em>\u00a0narrativo pi\u00f9 accurato e aderente alla realt\u00e0<\/strong>. Tra gli obiettivi comunicativi portati avanti da Medici senza frontiere, sostiene Fran\u00e7ois Dumont, direttore della comunicazione di Medici Senza Frontiere: \u00abC\u2019\u00e8 la richiesta all\u2019Europa di mettere in atto delle politiche concordate di Sar ma soprattutto di creare dei corridoi sicuri per arrivare in Europa\u00bb. Tra gli strumenti comunicativi da utilizzare, Fabio Turato, politologo, docente presso l\u2019Universit\u00e0 di Urbino sottolinea come sia importante \u00abautodefinirsi prima di essere definiti dalla retorica portata avanti dagli imprenditori della paura nella cornice del tema immigrazione e ong\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in It. 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