{"id":3302,"date":"2019-10-17T15:58:57","date_gmt":"2019-10-17T13:58:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatorio.it\/?p=3302"},"modified":"2021-04-29T12:24:04","modified_gmt":"2021-04-29T10:24:04","slug":"la-poverta-non-e-unopinione-lo-speciale-rapporto-illuminare-le-periferie-su-poverta-e-media","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/la-poverta-non-e-unopinione-lo-speciale-rapporto-illuminare-le-periferie-su-poverta-e-media\/","title":{"rendered":"La povert\u00e0 (non) \u00e8 un&#8217;opinione. Lo speciale rapporto &#8220;Illuminare le periferie&#8221; su povert\u00e0 e media"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3302\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"It\">It<\/a>.<\/p><p>C\u2019\u00e8 la storia di Pierluigi invalido e sfrattato che vive in un camion e chiede aiuto agli amici per sopravvivere, quella di Giuseppe che non ha i soldi per pagarsi l\u2019affitto e vive in un furgone, e ancora la storia Tiziana che ha un passato da stilista e un presente da nullatenente, storie che raccontano la caduta negli inferi della povert\u00e0 in Italia. E poi ci sono le storie di Angelo e Piera, che dopo un periodo di indigenza sono riusciti a risollevarsi, trovare un lavoro. Storie di riscatto. Sono alcuni dei diversi volti della povert\u00e0 in Italia raccontati con tagli e obiettivi editoriali diversi <strong>nelle edizioni dei telegiornali del prime time di Rai, Mediaset e La7 nel 2018.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A monitorarle uno speciale del secondo rapporto \u201cIlluminare le periferie\u201d:<\/strong> un\u2019indagine quantitativa e qualitativa che racconta quanta informazione arriva nelle tv italiane su temi internazionali e sociali. Ideato da<strong> COSPE onlus, Usigrai e Fnsi, <\/strong>e condotto da Paola Barretta, \u00a0Giuseppe Milazzo e Antonio Nizzoli, ricercatori dell\u2019Osservatorio di Pavia, con il patrocinio dell\u2019<strong>Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.<\/strong><\/p>\n<p>Oltre agli esteri e al corpus centrale del rapporto, che si concentra principalmente su come i temi internazionali vengano (o non vengano) trattati sulle tv generaliste italiane, quest\u2019anno lo studio presenta anche un focus su marginalit\u00e0, povert\u00e0, e degrado.<\/p>\n<p>I risultati dell\u2019analisi quali quantitativa <strong>ci dicono che il tema \u00e8 trattato da 706 notizie, l\u20191,4% del totale (48.936 notizie), una media di due notizie al giorno all\u2019interno dei 7 telegiornali esaminati, equivalente a una notizia ogni circa 4 giorni a notiziario. <\/strong><\/p>\n<p><strong>La parte preponderante (67,1%) \u00e8 stata declinata per illustrare le politiche di \u201cContrasto della povert\u00e0\u201d,<\/strong> soprattutto il dibattito politico durante la campagna elettorale, l\u2019approvazione da parte del Governo e del Parlamento nonch\u00e9 le discussioni per l\u2019attuazione del Reddito di cittadinanza. \u00c8 un tema di politica economica che affronta la povert\u00e0 da un punto di vista di sostegno monetario destinato a chi ha determinati requisiti \u201coggettivi\u201d (Isee, patrimonio immobiliare, composizione della famiglia, ecc.).<\/p>\n<p>Accanto a questo ci sono le notizie che illustrano le<strong> Statistiche relative alla povert\u00e0 (9,3%). <\/strong>Costituiscono la base numerica che dovrebbe \u201clegittimare\u201d la politica economica. Sono dati non di immediata lettura, spesso enfatizzati da presentazioni che puntano a drammatizzare il fenomeno, quasi sempre senza contestualizzazioni e approfondimenti.<\/p>\n<p><strong>Ci sono poi le storie o meglio i \u201ccasi\u201d (9,1%),<\/strong> in cui persone in difficolt\u00e0 sono protagoniste dei servizi. La concretezza finisce spesso per essere un\u2019esibizione emotiva della povert\u00e0 (spesso gli intervistati piangono), con persone che vivono in auto, all\u2019addiaccio o comunque in situazioni di forte degrado. \u00a0Proprio nella descrizione dei Casi emergono due modalit\u00e0 che polarizzano la narrazione: la caduta in disgrazia da una parte e il riscatto dall\u2019altra. Per quanto riguarda la caduta le cause sono appunto delle disgrazie pi\u00f9 che una condizione sociale strutturale: dalla tipologia degli approfondimenti \u00a0rimane molto difficile capire esattamente quale insieme di circostanze abbia realmente provocato la drammaticit\u00e0 della situazione descritta anche perch\u00e9 l\u2019intervista \u00e8 quasi sempre un elenco pi\u00f9 o meno lungo di eventi (malattie, perdita del lavoro, incidenti, lutti familiari, ecc.) la cui fatalit\u00e0 e\/o incapacit\u00e0 di gestione personale e\/o di latitanza di terzi (in primis lo Stato) \u00e8 solo evocata ma quasi mai spiegata.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 proprio intorno alle storie che si delineano le diverse chiavi interpretative e le linee editoriali:<\/strong> nei telegiornali di Mediaset si tende a dare un taglio di \u201cguerra tra poveri\u201d che vede contrapposti italiani a italiani, italiani a immigrati e immigrati a immigrati. Il riscatto invece si basa sulle storie di chi si rialza dalla caduta, spesso con la forza di volont\u00e0 e un atteggiamento positivo, magari in un contesto di solidariet\u00e0: in questa chiave sono soprattutto i telegiornali della Rai.<\/p>\n<p>Molte delle narrazioni mettono poi in evidenza <strong>il ruolo del Volontariato (7,5%)<\/strong> che interviene o nella funzione di \u201cdenuncia\u201d della povert\u00e0 oppure di racconto delle iniziative concrete messe in opera dalle varie organizzazioni.<\/p>\n<p>In generale dal rapporto si evidenzia la scarsit\u00e0 di notizie <strong>(7 notizie su 10 si parla di politiche di contrasto alla povert\u00e0 in ragione del dibattito sul reddito di cittadinanza. Togliessimo la congiuntura di quella copertura, non raggiungeremmo neanche l\u20191%<\/strong>) e una polarizzazione nella narrazione della povert\u00e0: <strong>questa viene descritta in modo astratto e generale nelle notizie sulle politiche di Contrasto della povert\u00e0 e nelle Statistiche mentre nei Casi, Volontariato e Degrado in modo estremamente concreto e specifico.<\/strong><\/p>\n<p>A livello mondiale Oxfam ha di recente pubblicato un rapporto che rileva come l\u2019anno scorso, da soli, 26 ultramiliardari possedevano l\u2019equivalente ricchezza della met\u00e0 pi\u00f9 povera del pianeta. I rapporti Caritas regionali evidenziano come il fenomeno della povert\u00e0 in Italia negli ultimi 10 anni sia diventato sempre pi\u00f9 complesso e articolato e come ad esserne colpiti sono sempre pi\u00f9 i giovani e anche chi ha un lavoro.<\/p>\n<p><strong>Sui media invece la concretezza finisce per concentrarsi su casi disperati,<\/strong> cadute in disgrazia, drammi personali che ragionevolmente riguardano una minima parte dei 5 milioni di poveri assoluti stimati dalle statistiche. Ci si focalizza sulla marginalit\u00e0 estrema e non sulla povert\u00e0 e la sua articolazione e complessit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cVorremmo una copertura articolata e meno emotiva della questione povert\u00e0 \u2013 <strong>dice Anna Meli di COSPE<\/strong> \u2013 che evidenzi come il nostro attuale sistema economico sia totalmente iniquo e insostenibile. Chiediamo ai media un lavoro attento che guardi e spieghi le cause della povert\u00e0 in Italia e nel mondo per rendere consapevoli i cittadini delle responsabilit\u00e0 reali e metta fine alla propaganda della \u201cguerra tra poveri\u201d, ovvero della competizione tra le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione per la scarsit\u00e0 di risorse. Le risorse ci sono. Serve un cambio di modello che metta al centro i bisogni delle persone e attui una equa redistribuzione della ricchezza\u201d.<\/p>\n<p>D\u2019accordo anche la<strong> Federazione Nazionale della Stampa<\/strong>:\u00a0 \u201cNon solo condividiamo, ma riteniamo essenziale \u201cIlluminare le periferie\u201d \u2013 <strong>dice Giuseppe Giulietti, presidente della FNSI<\/strong> \u2013 dare voce a chi non ce l\u2019ha non \u00e8 solo un dovere etico, ma anche un impegno civile e professionale <strong>perch\u00e9 la cancellazione della realt\u00e0 condanna alla disperazione milioni di esseri umani <\/strong>e li consegna ai tanti avventurieri che usano gli ultimi a protezione delle oligarchie dominanti. <strong>Per queste ragioni abbiamo deciso di aderire anche al cosiddetto \u201cSinodo dei giornalisti\u201d,<\/strong> promosso dalla rivista San Francesco e da Articolo 21, e che riunir\u00e0 ad Assisi credenti e non credenti per elaborare un piano d\u2019azione per contrastare le parole dell\u2019odio e della discriminazione ed elaborate un progetto che metta le parole a disposizione di chi vuole anteporre i ponti dell\u2019accoglienza ai muri del livore e dell\u2019esclusione sociale. L\u2019appuntamento \u00e8 stato fissato per il 24 e 25 gennaio 2020\u201d.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in It.C\u2019\u00e8 la storia di Pierluigi invalido e sfrattato che vive in un camion e chiede aiuto agli amici per sopravvivere, quella di Giuseppe che non ha i soldi per pagarsi l\u2019affitto e vive in un furgone, e ancora la storia Tiziana che ha &hellip; <a href=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/la-poverta-non-e-unopinione-lo-speciale-rapporto-illuminare-le-periferie-su-poverta-e-media\/\">Continued<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":3311,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[35,1],"tags":[],"class_list":["post-3302","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-migrazioni-e-multiculturalismo","category-senza-categoria"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3302"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3302\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3313,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3302\/revisions\/3313"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3311"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}