{"id":4095,"date":"2021-01-07T15:12:13","date_gmt":"2021-01-07T14:12:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatorio.it\/?p=4095"},"modified":"2021-02-26T10:16:18","modified_gmt":"2021-02-26T09:16:18","slug":"otto-anni-di-migrazioni-a-parole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/otto-anni-di-migrazioni-a-parole\/","title":{"rendered":"Otto anni di migrazioni a parole"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4095\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"It\">It<\/a>.<\/p><p><em>di <\/em><strong><em><a href=\"https:\/\/www.cartadiroma.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Associazione Carta di Roma<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Abbiamo parole per fingere,<br \/>\nParole per ferire,<br \/>\nParole per fare il solletico\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo parole per piangere,<\/em><br \/>\n<em>Parole per tacere,<\/em><br \/>\n<em>Parole per fare rumore\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Andiamo a cercare insieme<\/em><br \/>\n<em>Le parole per parlare<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Gianni Rodari<\/p>\n<p>Emergenza, invasione, frontiere, solidariet\u00e0, accoglienza, protezione, e ancora migranti, rifugiati, e \u201cclandestini\u201d. Nel corso degli ultimi otto anni sono cambiati gli eventi, le cornici, i toni, il linguaggio e i contesti:\u00a0<strong>sono rimaste alcune parole, altre sono cambiate.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Con il supporto dell\u2019Osservatorio di Pavia, abbiamo esplorato il lessico della migrazione per ciascun anno dal 2013 al 2020: una parola all\u2019anno per 8 anni.<\/strong><\/p>\n<p>A percorrerle tutte, si osserva un cambiamento del racconto della migrazione, che \u00e8 anche una trasformazione dello sguardo nei confronti del fenomeno. Nel 2013 la parola simbolo era \u201cLampedusa\u201d, teatro di naufragi e di accoglienza; a cui seguiva, nel 2014, \u201cMare nostrum\u201d, l\u2019operazione di salvataggio in mare dei migranti nel Canale di Sicilia e nel 2015, all\u2019indomani della morte del piccolo Alan Kurdi, \u201cEuropa\u201d, come risposta europea agli arrivi di migranti e rifugiati. Nel 2016, la cornice in cui si racconta la migrazione, inizia a cambiare: sono i \u201cmuri\u201d, la parola simbolo e nel 2017 sono le Ong, verso cui si orientano sospetti e accuse di \u201csvolgere le operazioni di ricerca e di soccorso in mare a scopo di business\u201d. Nel 2018 la parola simbolo \u00e8 Salvini, l\u2019anno successivo \u00e8 Salvini, affiancato da Carola: la migrazione \u00e8 ormai un tema di confronto (e scontro) politico.<\/p>\n<p><strong>La parola simbolo del 2020 \u00e8 \u201cvirus\u201d, in una cornice di allarme sanitario che associa la presenza di migranti a possibili contagi.<\/strong><\/p>\n<p>Continuano a essere presenti alcune delle parole che hanno contraddistinto questi ultimi anni di racconto della migrazione:\u00a0<strong>emergenza, invasione, sbarchi, ghetti, confini.<\/strong><\/p>\n<p>Nello stesso tempo, per\u00f2, la diffusione della pandemia ha \u201csospeso\u201d alcune delle cornici e delle parole discriminanti, espressione di un giornalismo di propaganda che poco o nulla ha a fare con l\u2019accuratezza e la correttezza dell\u2019informazione.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec, il 2020 ci lascia con le parole della \u201ccittadinanza\u201d, della \u201cprotezione\u201d e della \u201cregolarizzazione\u201d, nell\u2019attesa negli anni a venire di \u201candare a cercare insieme le parole per parlare\u201d (Gianni Rodari).<\/strong><\/p>\n<p>Clicca qui per il video delle\u00a0<a href=\"https:\/\/business.facebook.com\/CartaDiRoma\/videos\/224611885906561\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">parole 2020<\/a><\/p>\n<p class=\"has-text-align-right\">\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4095\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"It\">It<\/a>.<\/p>\n<p>Da Lampedusa al virus quali sono state le parole che hanno raccontato le migrazioni sui media negli ultimi otto anni?<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[35,1],"tags":[],"class_list":["post-4095","post","type-post","status-publish","format-video","hentry","category-migrazioni-e-multiculturalismo","category-senza-categoria","post_format-post-format-video"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4095","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4095"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4095\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4158,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4095\/revisions\/4158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}