{"id":957,"date":"2014-02-15T14:19:22","date_gmt":"2014-02-15T13:19:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatorio.it\/?p=957"},"modified":"2021-03-02T15:51:02","modified_gmt":"2021-03-02T14:51:02","slug":"la-grande-incertezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorio.it\/en\/la-grande-incertezza\/","title":{"rendered":"VII Rapporto sulla sicurezza e l\u2019insicurezza sociale in Italia e in Europa"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.osservatorio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/957\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"It\">It<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h2>Ecco il Paese della \u201cGrande Incertezza\u201d<\/h2>\n<p>Presentato il settimo Rapporto sulla sicurezza e l\u2019insicurezza sociale in Italia e in Europa realizzato per Fondazione Unipolis da Demos&amp;Pi e Osservatorio di Pavia<\/p>\n<p>Crisi economica e lavoro restano in cima alle preoccupazioni degli italiani, che evidenziano l\u2019aumento delle disuguaglianze e temono soprattutto per il futuro dei figli. Il peso dell\u2019instabilit\u00e0 politica<br \/>\nI media nazionali privilegiano ancora le notizie sulla criminalit\u00e0, dando meno rilievo ai problemi economici e sociali, confermando cos\u00ec l\u2019anomalia rispetto al resto d\u2019Europa<\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019Italia alle prese con una pressoch\u00e9 eterna transizione, senza che per\u00f2 si intraveda verso dove, verso una meta, un approdo al quale agganciarsi per cercare di avviare una comunque faticosa e problematica risalita dal fondo della crisi. Crisi che non \u00e8 solo economica e sociale, ma, per molti aspetti, ancor pi\u00f9 culturale e politica, persino identitaria. E\u2019 il Paese nel suo insieme, sono i cittadini che non riescono a intravedere il proprio futuro, considerato \u2013 appunto \u2013 meta e approdo sempre pi\u00f9 confuso e smarrito, in una nebbia che tutto rende uniforme e impalpabile. Ma, proprio per questo, inafferrabile. Una situazione che risalta ancor di pi\u00f9 se messa a confronto con i principali paesi europei \u2013 Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna, anch\u2019essi oggetto di indagine \u2013 i quali sono pure loro alle prese con la pi\u00f9 lunga e prolungata crisi dal secondo Dopoguerra, ma \u2013 anche considerando la specifica situazione tedesca \u2013 che sembrano disporre di qualche sicurezza in pi\u00f9.<\/p>\n<p>E\u2019 il ritratto impietoso, ma non per questo meno realistico, del nostro Paese che emerge dal settimo \u201cRapporto sulla sicurezza e l\u2019insicurezza sociale in Italia e in Europa\u201d, realizzato per conto di Fondazione Unipolis da Demos&amp;Pi e Osservatorio di Pavia, e presentato oggi, 24 febbraio 2014, a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano.<\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019Italia della \u201cGrande Incertezza\u201d, come la definisce il prof. Ilvo Diamanti, docente a Urbino e direttore scientifico di Demos&amp;Pi, nel suo commento ai dati emersi dal Rapporto, che indaga sulla relazione tra \u201cpercezione, rappresentazione sociale e mediatica della sicurezza\u201d. La societ\u00e0 italiana, quale essa emerge dall\u2019analisi di opinione come dalle immagini che ne danno i media sia televisivi che cartacei, \u00e8 caratterizzata, sottolinea Diamanti, dalla \u201cperdita dei riferimenti di valore, istituzionali, normativi che fornisce la politica. Rende il clima d\u2019opinione deluso, ma ancor di pi\u00f9: disorientato\u201d. Cos\u00ec, se la stessa crisi economica ha in qualche modo \u201cperduto centralit\u00e0\u201d e gli \u201cattori criminali hanno perduto visibilit\u00e0\u201d, il \u201crisentimento sociale si \u00e8 rivolto in direzione diversa e inversa\u201d, rispetto a chi in passato era ritenuto responsabile delle difficolt\u00e0 e dei problemi. Per Diamanti, \u201clo schema narrativo si \u00e8 quasi rovesciato: crisi politica -&gt; crisi economica -&gt; insicurezza sul futuro\u201d. Futuro che \u201c\u00e8 pressoch\u00e9 scomparso. Si \u00e8 perso, anch\u2019esso, nella nebbia della Grande Incertezza in cui siamo scomparsi\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>L\u2019insicurezza nella percezione dei cittadini<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Questa settima edizione del Rapporto \u00e8 basata, come in passato, su una estesa indagine svolta su un campione rappresentativo della popolazione italiana e dei principali paesi europei, e su una accurata rilevazione dell\u2019informazione di tutti i telegiornali italiani e dei maggiori TG di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna, nonch\u00e9 \u2013 per la prima volta da quando il Rapporto viene realizzato \u2013 su due dei pi\u00f9 diffusi quotidiani di ciascuno dei Paesi considerati, cui si \u00e8 aggiunta una sperimentazione relativa a come in Italia il tema sicurezza \u00e8 stato affrontato su Twitter.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019Italia, l\u2019insicurezza economica continua ad essere in cima alle preoccupazioni dei cittadini: ben il 73% degli intervistati la considera come emergenza principale, anche come somma dei diversi elementi, come disoccupazione \u2013 il 50% ha come paura principale quella di perdere il lavoro \u2013 tasse, costo della vita. Una percentuale complessiva inferiore di sei punti percentuali rispetto all\u2019anno scorso, ma di 15 pi\u00f9 alta che nel 2009. Solo gli spagnoli e in parte i francesi esprimono dati paragonabili, mentre britannici e, soprattutto, tedeschi, con il loro poco pi\u00f9 che 30%, sembrano considerarsi fuori dalla crisi.<\/p>\n<p>Ad una verifica pi\u00f9 accurata, gli italiani si percepiscono impoveriti, al punto che l\u201985% ritiene che le distanze tra \u201cchi ha poco\u201d e \u201cchi ha molto\u201d sia parecchio aumentata negli ultimi dieci anni. Cos\u00ec che, per la prima volta, la maggioranza degli interpellati (52%) colloca la propria famiglia nella classe sociale \u201cbassa e medio bassa\u201d. Appena otto anni fa, invece, il 60% degli italiani si considerava appartenente al ceto medio e soli il 28% tra i ceti medio \u2013 bassi. Insomma, come sottolinea Diamanti, siamo di fronte ad una \u201csociet\u00e0 che scivola verso il basso\u201d. A farne le spese sono soprattutto i giovani \u2013 quasi il 60% degli italiani ha come sua principale \u201cpaura\u201d il futuro dei figli; il che porta la maggior parte delle persone (67%) a considerare l\u2019emigrazione all\u2019estero la sola speranza possibile per i ragazzi.<\/p>\n<p>Ad alimentare ulteriore preoccupazione e sfiducia c\u2019\u00e8 poi la politica. Considerata incapace di risolvere la crisi e i problemi economici del Paese, la politica \u00e8 essa stessa diventata un fattore di insicurezza: il 68% degli italiani intervistati, infatti, si dichiara \u201cfrequentemente\u201d preoccupato per \u201cl\u2019instabilit\u00e0 politica\u201d. Peraltro, come si pu\u00f2 vedere dai dati relativi a come i mezzi di informazione affrontano i temi dell\u2019insicurezza, l\u2019\u201dinstabilit\u00e0 politica\u201d \u00e8 nei TG la seconda voce in termini di spazio dedicato alle notizie aventi natura \u201cansiogena\u201d (facendo registrare, in questo caso, una certa coincidenza tra percezione e rappresentazione mediatica dell\u2019insicurezza). Si determina cos\u00ec una sorta di circuito vizioso nel quale la crisi economica determina una forte insicurezza nelle persone, ma la difficolt\u00e0 o l\u2019incapacit\u00e0 della politica di trovare assetti stabili e di creare opportunit\u00e0 di lavoro, reddito e sviluppo, produce maggiore disillusione, accrescendo ancor pi\u00f9 la percezione di insicurezza nelle persone. Il che contribuisce a spiegare in gran parte l\u2019aumento dell\u2019antipolitica, la crisi di fiducia nelle istituzioni, nazionali \u2013 stato, comuni e regioni \u2013 ma anche nell\u2019Unione Europea, che ha appena un 27% di espressioni di fiducia da parte degli italiani (da sempre tra i pi\u00f9 europeisti), stessa percentuale dei britannici (che invece la Ue l\u2019hanno sempre bistrattata), segnando invece oggi come pi\u00f9 europeisti i tedeschi (55% di fiducia) e gli spagnoli (39%).<\/p>\n<p>In questo quadro, l\u2019insicurezza personale, determinata dalla criminalit\u00e0 comune, conserva una sua valenza importante tra le preoccupazione e le \u201cpaure\u201d degli italiani, che indicano nelle interviste un \u201caumento\u201d anche rilevante della criminalit\u00e0, sia a livello nazionale (lo dice l\u201984%), che nella zona di residenza (aumentata per il 43% negli ultimi cinque anni), ma comunque molto lontano dai picchi registrati nel biennio 2007\/2008. A colpire maggiormente l\u2019opinione pubblica pi\u00f9 che i reati pi\u00f9 gravi \u2013 mentre l\u2019andamento complessivo, sulla base dei dati ufficiali \u00e8 stabile se non in leggera diminuzione \u2013 sono quelli che invadono la sfera privata, segnatamente i furti in casa, che generano maggiore allarme e inquietudine tra i cittadini.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Merita di essere evidenziato come sia andata riducendosi la \u201cpaura\u201d nei confronti degli immigrati: per il 56% la loro presenza in Italia \u201cfavorisce la nostra apertura\u201d, mentre ben l\u201980% si dichiara favorevole a concedere la cittadinanza ai figli di stranieri nati nel nostro Paese. Anche se circa un italiano su tre percepisce gli immigrati \u201ccome un pericolo per l\u2019ordine pubblico e la sicurezza delle persone\u201d e una quota analoga li valuta come \u201cminaccia per l\u2019occupazione\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>La rappresentazione mediatica<\/strong><\/p>\n<p>Se questa \u00e8, in estrema sintesi, la percezione dell\u2019insicurezza da parte dei cittadini, qual \u00e8 invece la rappresentazione che viene offerta dal sistema dei media dei temi connessi alla sicurezza, nei suoi diversi aspetti? L\u2019Italia si conferma come una sorta di \u201canomalia\u201d rispetto al resto d\u2019Europa, perch\u00e9 continua a mettere la criminalit\u00e0 in testa all\u2019agenda dell\u2019insicurezza, pur modificandone la composizione. Se negli anni 2007-2008 prevaleva una modalit\u00e0 comunicativa che teneva insieme il binomio \u201ccriminalit\u00e0-immigrazione\u201d, tra il 2010-11 ha prevalso la serializzazione dei fatti criminosi, nell\u2019ultima fase a dominare sono state le notizie e le informazioni relative ai crimini pi\u00f9 violenti ed efferati. Nonostante il 2013 sia stato l\u2019anno in cui si \u00e8 avuto il minore tasso di omicidi dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. In nessun altro paese i TG danno tanto spazio ai fatti di cronaca nera, con la parziale eccezione della Spagna.<\/p>\n<p>Ma soprattutto, ci\u00f2 che colpisce \u00e8 la discrasia, la distanza tra la realt\u00e0 e ci\u00f2 che percepiscono i cittadini, in termini di crisi economica, preoccupazione per il lavoro, impoverimento e lo spazio che i media, segnatamente i TG, dedicano a questi temi. In Italia un peso assai rilevante ce l\u2019ha l\u2019informazione politica, mentre il principale TG nazionale, nel periodo 16 dicembre 2013 e 5 gennaio 2014, ha dedicato oltre il 58% delle notizie che hanno che fare con tematiche cosiddette \u201cansiogene\u201d a fatti legati alla criminalit\u00e0 e soltanto il 4,4% a informazione su crisi, impoverimento e perdita di lavoro. Percentuali esattamente rovesciate per il TG britannico, mentre in Germania il 33% ha riguardato i temi della crisi economica e solo il 16% quelli criminosi, in Francia 19% e 13%, in Spagna 19% e 51%. Se invece si valutano le testate quotidiane cartacee, in Italia \u00e8 in assoluto la politica a farla da padrona, con un 32% di notizie complessive. Uno spazio molto maggiore rispetto ai giornali degli altri paesi europei, che si occupano maggiormente di crisi economica e soprattutto di politica estera. Il che conferma una ulteriore \u201canomalia\u201d dell\u2019informazione italiana nel contesto europeo, la scarsa attenzione ai fatti del mondo a vantaggio di una impostazione il pi\u00f9 delle volte autoreferenziale.<\/p>\n<p>Milano, 24 febbraio 2014<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in It. 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