Migrazioni e multiculturalismo

Nel loro mestiere di raccontare la realtà i media sono stati fortemente sollecitati, negli ultimi anni, a trovare i modi e le forme per narrare “lo straniero”. La crescente pressione dei flussi migratori, in particolare, ha contribuito a rivolgere i riflettori mediatici verso le minoranze etniche e culturali presenti in maniera stabile o temporanea sul suolo italiano.

Spesso la diversità culturale è stata raffigurata, e con successo, in maniera positiva e “normalizzata”. Talvolta però filtrano nel discorso mediatico forme più o meno latenti di rifiuto e discriminazione, quando non di vero e proprio hate speech. O ancora, queste minoranze sono oggetto di rappresentazioni mediatiche stereotipate, che contribuiscono ad alimentare un’immagine negativa delle loro comunità di appartenenza e atteggiamenti di chiusura rispetto alla differenza etnica e religiosa.

L’istruzione e la cultura svolgono un ruolo vitale nel formare lo spirito critico e l’apertura mentale dei giovani. Perciò l’Osservatorio di Pavia ha dato vita ad alcuni progetti, indirizzati a ragazzi e adulti, volti a sensibilizzare sui temi delle diversità etniche e culturali

I progetti

La rappresentazione dei fenomeni migratori nei media

Dal 2015 l’Osservatorio di Pavia collabora con la Carta di Roma per la  realizzazione di un Report annuale sulla rappresentazione mediatica del fenomeno migratorio. Attraverso dati e casi di studio sono tracciate le principali tendenze del racconto di un anno in cui l’immigrazione è stata al centro del dibattito istituzionale e politico: dal costante confronto interno e internazionale sulla gestione dei flussi migratori, all’ondata di populismo che attraversa trasversalmente l’Europa ricorrendo ad argomentazioni xenofobe e all’hate speech; da una rinvigorita trattazione pubblica del razzismo alla crescita della consapevolezza del ruolo dei social media nella diffusione dell’informazione su temi sensibili quali l’immigrazione.

Illuminare le periferie. La finestra sul mondo: gli esteri nei telegiornali

L’informazione italiana – e nello specifico i telegiornali – viene spesso tacciata di provincialismo e caratterizzata da un racconto di prossimità. Il primo obiettivo della ricerca è di “misurare” lo spazio e i modi attraverso cui i notiziari guardano “fuori” dal paese. Lo spazio dedicato agli esteri finisce spesso per concentrarsi sugli eventi congiunturali, che una volta esauritasi l’emergenza, tendono a scomparire dall’informazione. In ragione di ciò, la ricerca si pone come secondo obiettivo la compilazione di una check list di buone e cattive pratiche rispetto al racconto dei contesti, dei paesi, dei temi dell’arena internazionale. Completa l’analisi, un confronto tra i principali network europei che evidenzia similarità e differenze nel racconto del “mondo che ci circonda” e delle sfide globali a esso associate.

Crisi dimenticate

Le crisi umanitarie stanno inesorabilmente scomparendo dai telegiornali italiani, nonostante il desiderio del pubblico di essere più informato. La lotta quotidiana per la sopravvivenza di intere popolazioni in paesi come la Repubblica Democratica del Congo, il Sud Sudan e il Mali sono relegate all’oblio. Medici Senza Frontiere (MSF), in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia studiano  “Le crisi umanitarie dimenticate dai media” . L’indagine prende in esame la copertura delle crisi umanitarie nei principali notiziari (prima serata) della televisione generalista (3 della TV pubblica e 4 della TV privata)