Prospettive di genere

Durante la IV Conferenza mondiale sulle donne che si tenne a Pechino nel 1995, l’ONU incluse i media fra i dodici settori decisivi per il miglioramento della condizione femminile. Da allora la questione assunse una dimensione transnazionale e divenne una sfida per tutti i Paesi delle Nazioni Uniti, con i loro Governi, le loro istituzioni e una pluralità di stakeholder chiamati a impegnarsi per raggiungere due obiettivi strategici: «aumentare la partecipazione e l’accesso delle donne all’espressione e al decision-making dentro e attraverso i media e le nuove tecnologie della comunicazione» e «promuovere una rappresentazione bilanciata e non stereotipata delle donne nei media». Sin dal 1995 l’Osservatorio di Pavia ha posto al centro delle sue attività questo settore strategico realizzando studi, ricerche e progetti sulle donne nei e attraverso i media, in ambito nazionale e internazionale.

Con la partecipazione alla prima edizione dei Diversity Media Awards, l’Osservatorio di Pavia ha esteso il proprio ambito di interesse anche alle tematiche LGBT e, più in generale, agli studi che indagano il rapporto fra media, identità e ruoli di genere, orientamento sessuale.

 

I progetti

100 donne contro gli stereotipi

Numerose ricerche sulle donne nell’informazione dimostrano che le donne sono raramente interpellate dai media in qualità di esperte. A spiegare e interpretare il mondo sono quasi sempre gli uomini: nell’82% dei casi secondo i risultati nazionali del Global Media Monitoring Project 2015. Eppure le donne esperte ci sono. E possono svecchiare un linguaggio mediatico, che, ignorandole, trascura i segni del tempo e disconosce l’apporto delle donne in tutti i diversi ambiti della società: dalla politica alla scienza. Per questo l’Osservatorio di Pavia e l’associazione GiULiA. hanno pensato a una banca dati online, che inizia a raccogliere 100 nomi e CV di esperte nell’ambito delle Science, Technology, Engineering and Mathematics (STEM), un settore storicamente sotto-rappresentato dalle donne e al contempo strategico per lo sviluppo economico e sociale del nostro paese.

Un sito ideato e costruito per crescere nel tempo, incrementando il numero di esperte e ampliando anche i settori disciplinari. Un sito che si propone anzitutto come strumento di ricerca di fonti femminili competenti per giornaliste e giornalisti, ma anche come risorsa di voci prestigiose e autorevoli che possono contribuire al dibattito pubblico fuori da media, in sedi istituzionali o altro. Un sito, infine, che pone le basi per una campagna di sensibilizzazione volta a promuovere un’immagine equilibrata e non stereotipata delle donne nei media. Perché gli stereotipi di genere nei media sono ascrivibili principalmente a una rappresentazione asimmetrica e gerarchica di uomini e donne e a una presenza marginale delle donne, sovente voce dell’opinione popolare, raramente espressione di competenza, pensiero, opinione.

http://100esperte.it

Il sito è ideato e promosso dall’Osservatorio di Pavia e dall’associazione di Giornaliste GiULiA, con la partecipazione tecnica del centro GENDERS dell’Università degli Studi di Milano e Wikimedia, con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e in collaborazione con la Fondazione Bracco. Gode del patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, della Consigliera Nazionale di Parità istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e della RAI.

Diversity Media Awards

I Diversity Media Awards sono ideati dall’Associazione Diversity sul modello dei GLAAD Awards, per promuovere una rappresentazione corretta delle persone LGBT e combattere la discriminazione basata sull’identità di genere e l’orientamento sessuale. Cardine del progetto è la realizzazione di una ricerca annuale che, studiando i prodotti mediali (TV, radio, stampa, pubblicità), compone un termometro degli atteggiamenti espressi sui temi LGBT, valutando l’impatto sociale dei media in Italia.

L’Osservatorio di Pavia ha partecipato alla prima edizione dei Diversity Media Awards, con una ricerca longitudinale su più di 10 anni d’informazione dei principali telegiornali italiani, verificando la copertura mediatica di temi ed eventi pertinenti comunità e persone LGBT.

I principali risultati della ricerca sono stati presentati a Milano, il 20 gennaio 2016.

Rio 2016. Donne sul podio

Un progetto di ricerca e advocacy per promuovere le pari opportunità nello sport attraverso i media. Perché nonostante i progressi compiuti negli anni più recenti, esistono ancora molte disuguaglianze di genere nel mondo sportivo. E, come sostiene la ministra Valeria Fedeli: «Le profonde differenze di genere nell’accesso alla pratica sportiva, in Italia, sono il riflesso anche della maggiore rilevanza culturale, economica e sociale che ha conservato lo sport praticato dagli uomini. Una disparità che è ben visibile specialmente se guardiamo alla poca attenzione riservata dai media al nostro sport femminile».

Eppure, i media potrebbero favorire più attivamente una cultura sportiva paritaria, non solo per una questione di giustizia sociale ma anche per la necessità sostanziale di sostenere economicamente il settore sportivo femminile. Come sottolinea la Carta Europea dei diritti delle Donne nello Sport promossa dalla UISP nel 1985, aggiornata nel 2014 e recentemente accolta dalla Camera con una mozione e l’impegno per il Governo e le istituzioni sportive a recepirne gli indirizzi, infatti: «la mancanza di interesse dei media influisce negativamente sul reperimento degli sponsor e contribuisce ad una mancanza di fondi per lo sport femminile».

Rio 2016. Donne sul podio è un progetto dell’Osservatorio di Pavia in partnerrship con Assist, Associazione Nazionale Atlete e UISP, Unione Italiana Sport per Tutti

Global Media Monitoring Project 2015

Il più ampio e longevo progetto di monitoraggio e advocacy sulle donne nei mezzi d’informazione, promosso dalla World Assocation for Christian Communication con il supporto di UN Women. Realizzato per la prima volta nel 1995, e replicato ogni 5 anni. La V edizione del Global Media Monitoring Project nel 2015 ha coinvolto ben 114 paesi del mondo, consentendo di avere dati comparabili nel tempo, per diverse aree del mondo e attraverso vari media, inclusi quelli digitali.

L’Osservatorio di Pavia partecipa al progetto dal 2005, in partnership con l’Università di Padova e, di volta in volta, in collaborazione con diversi atenei italiani , associazioni, istituzioni e gruppi della società civile.

L’edizione del 2015 è stata attesa con particolare interesse, ricorrendo nel ventesimo anniversario della Piattaforma e Dichiarazione di Pechino, che nel 1995 riconobbe il settore dei media come strategico per il miglioramento della condizione delle donne in tutto il mondo.

I risultati del monitoraggio dimostrano purtroppo che c’è ancora molto da fare: perché, salvo qualche distinguo, in tutti i tipi media di tutti i paesi del mondo il già lento progresso verso una rappresentazione di genere bilanciata e non stereotipata ha subito una battuta d’arresto.

GLocal Media Monitoring Project 2015

In concomitanza con il GMMP, nel 2015, l’Osservatorio di Pavia ha potuto realizzare, grazie al contributo dei Co.Re.Com. Abruzzo, Lazio e Toscana, la II edizione del GLocal Media Monitoring Project, un progetto focalizzato sulle TV private locali, in una prospettiva di convergenza fra strumenti globali e pratiche locali.

I risultati del monitoraggio locale mostrano anch’essi un profilo dell’informazione marcatamente maschile.