Prospettive di genere

Durante la IV Conferenza mondiale sulle donne che si tenne a Pechino nel 1995, l’ONU incluse i media fra i dodici settori decisivi per il miglioramento della condizione femminile. Da allora la questione assunse una dimensione transnazionale e divenne una sfida per tutti i Paesi delle Nazioni Uniti, con i loro Governi, le loro istituzioni e una pluralità di stakeholder chiamati a impegnarsi per raggiungere due obiettivi strategici: «aumentare la partecipazione e l’accesso delle donne all’espressione e al decision-making dentro e attraverso i media e le nuove tecnologie della comunicazione» e «promuovere una rappresentazione bilanciata e non stereotipata delle donne nei media». Sin dal 1995 l’Osservatorio di Pavia ha posto al centro delle sue attività questo settore strategico realizzando studi, ricerche e progetti sulle donne nei e attraverso i media, in ambito nazionale e internazionale.

Con la partecipazione alla prima edizione dei Diversity Media Awards, l’Osservatorio di Pavia ha esteso il proprio ambito di interesse anche alle tematiche LGBT+ e, più in generale, agli studi che indagano il rapporto fra media, identità, ruoli e relazioni di genere, diversità e inclusione in una prospettiva intersezionale.

I progetti

European Network for Women Excellence

L’European Network for Women Excellence (ENWE) è un progetto di advocacy nato per la costruzione di un network di banche dati di esperte accumunate dal l’obiettivo di promuovere la presenza di eccellenze femminili nei media e nei panel di convegni, conferenze, incontri pubblici nei paesi europei.

Il progetto è stato sviluppato dall’associazione GiULiA Giornaliste e dall’agenzia di trasformazione culturale cheFare, ed è uno dei vincitori del premio Expanding the Female Talent Pipeline in Europe di Open Society Fondation.

Nato sulla scia del successo del progetto “100 donne contro gli stereotipi”, l’European Network for Women Excellence è promosso da una comunità di giornaliste e attiviste culturali italiane convinte che sia urgente un riequilibrio di genere nei contenuti dei media europei, dominati da volti, voci e parole maschili, ed è supportato dall’Osservatorio di Pavia e dalla Fondazione Bracco, già partner di GiULiA, nel progetto “100 donne contro gli stereotipi”.

 

100 donne contro gli stereotipi

Numerose ricerche sulle donne nell’informazione dimostrano che le donne sono raramente interpellate dai media in qualità di esperte. A spiegare e interpretare il mondo sono quasi sempre gli uomini: nell’82% dei casi secondo i risultati nazionali del Global Media Monitoring Project 2015. Eppure le donne esperte ci sono. E possono svecchiare un linguaggio mediatico, che, ignorandole, trascura i segni del tempo e disconosce l’apporto delle donne in tutti i diversi ambiti della società: dalla politica alla scienza. Per questo l’Osservatorio di Pavia e l’associazione GiULiA Giornaliste hanno pensato a una banca dati online, www.100esperte.it, che ha inizialmente raccolto 100 nomi e CV di esperte nell’ambito delle Science, Technology, Engineering and Mathematics (STEM), un settore storicamente sotto-rappresentato dalle donne e al contempo strategico per lo sviluppo economico e sociale del nostro paese.

Il sito è stato ideato e costruito per crescere nel tempo, incrementando il numero di esperte e ampliando anche i settori disciplinari. Nel 2017 la banca dati si è ampliata alle esperte di Economia e Finanza e nel 2019 a quelle di Politica Internazionale.

Nei prossimi otto anni il PIL mondiale potrebbe aumentare più di due punti percentuali se il gap di partecipazione delle donne all’economia si dimezzasse, stima un rapporto dell’OCSE. Stereotipi, discriminazioni e pregiudizi sulle donne fanno pagare al mondo un significativo costo di mancata crescita. Valorizzare le competenze delle esperte è importante per uno sguardo lungimirante su un futuro più democratico e inclusivo, che possa garantire più ricchezza, per tutti.

La selezione delle esperte è stata realizzata in collaborazione con il Centro Genders dell’Università degli Studi di Milano per le STEM, con l’Università Bocconi per l’area Economia e Finanza e con ISPI. In tutti i casi, sotto la supervisione di un Comitato Scientifico.

Il progetto Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con la Fondazione Bracco e il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e gode del patrocinio della RAI Radiotelevisione Italiana, del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Consigliera Nazionale di Parità istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Diversity Media Awards

Ideati dall’associazione Diversity sul modello dei GLAAD Awards americani, i Diversity Media Awards sono il primo e unico premio italiano che promuove una rappresentazione corretta delle persone LGBT e combatte la discriminazione basata sull’identità di genere e l’orientamento sessuale. Cardine del progetto è la realizzazione di una ricerca annuale (DMR) che ha come obiettivo la comprensione e l’analisi della diversità e dell’inclusione nella rappresentazione delle persone nei media. Dal 2019 i DMA hanno esteso il loro orizzonte, sia per la premiazione, sia per la ricerca, ad altre “diversità”: di genere, generazione, etnia e (dis)abilità.

L’Osservatorio di Pavia partecipa ai Diversity Media Awards sin dalla prima edizione verificando la copertura mediatica di temi ed eventi pertinenti comunità e persone LGBT+ e, dal 2019, alle diverse identità di genere, generazione, etnia e (dis)abilità.

Global Media Monitoring Project 2015

Il più ampio e longevo progetto di monitoraggio e advocacy sulle donne nei mezzi d’informazione, promosso dalla World Assocation for Christian Communication con il supporto di UN Women. Realizzato per la prima volta nel 1995, e replicato ogni 5 anni. La V edizione del Global Media Monitoring Project nel 2015 ha coinvolto ben 114 paesi del mondo, consentendo di avere dati comparabili nel tempo, per diverse aree del mondo e attraverso vari media, inclusi quelli digitali.

L’Osservatorio di Pavia partecipa al progetto dal 2005, in partnership con l’Università di Padova e, di volta in volta, in collaborazione con diversi atenei italiani , associazioni, istituzioni e gruppi della società civile.

L’edizione del 2015 è stata attesa con particolare interesse, ricorrendo nel ventesimo anniversario della Piattaforma e Dichiarazione di Pechino, che nel 1995 riconobbe il settore dei media come strategico per il miglioramento della condizione delle donne in tutto il mondo. I risultati del monitoraggio hanno dimostrato purtroppo che c’è ancora molto da fare: perché, salvo qualche distinguo, in tutti i tipi media di tutti i paesi del mondo il già lento progresso verso una rappresentazione di genere bilanciata e non stereotipata ha subito una battuta d’arresto.

La VI edizione del GMMP si svolgerà nell’autunno del 2020: permetterà di raccogliere nuove statistiche, misurare evidenze, identificare lacune persistenti ed emergenti, svilupperà piani d’azione globali, regionali e nazionali sulla base delle evidenze emerse e sosterrà l’attuazione di piani d’azione sulla base dei risultati del monitoraggio.

GLocal Media Monitoring Project 2015

In concomitanza con il GMMP, nel 2015, l’Osservatorio di Pavia ha potuto realizzare, grazie al contributo dei Co.Re.Com. Abruzzo, Lazio e Toscana, la II edizione del GLocal Media Monitoring Project, un progetto focalizzato sulle TV private locali, in una prospettiva di convergenza fra strumenti globali e pratiche locali.

La III edizione del GLocal Media Monitoring Project si svolgerà nell’autunno del 2020 con il supporto dei Co.Re.Com. di Emilia Romagna e Sardegna e il Comitato Provinciale per le Comunicazioni di Bolzano.

Rio 2016. Donne sul podio

Un progetto di ricerca e advocacy per promuovere le pari opportunità nello sport attraverso i media. Perché nonostante i progressi compiuti negli anni più recenti, esistono ancora molte disuguaglianze di genere nel mondo sportivo. E, come dichiarato dalla (ex) ministra Valeria Fedeli: «Le profonde differenze di genere nell’accesso alla pratica sportiva, in Italia, sono il riflesso anche della maggiore rilevanza culturale, economica e sociale che ha conservato lo sport praticato dagli uomini. Una disparità che è ben visibile specialmente se guardiamo alla poca attenzione riservata dai media al nostro sport femminile».

Eppure, i media potrebbero favorire più attivamente una cultura sportiva paritaria, non solo per una questione di giustizia sociale ma anche per la necessità sostanziale di sostenere economicamente il settore sportivo femminile. Come sottolinea la Carta Europea dei diritti delle Donne nello Sport promossa dalla UISP nel 1985, aggiornata nel 2014 e recentemente accolta dalla Camera con una mozione e l’impegno per il Governo e le istituzioni sportive a recepirne gli indirizzi, infatti: «la mancanza di interesse dei media influisce negativamente sul reperimento degli sponsor e contribuisce ad una mancanza di fondi per lo sport femminile».

Rio 2016. Donne sul podio è un progetto dell’Osservatorio di Pavia in partnerrship con Assist, Associazione Nazionale Atlete e UISP, Unione Italiana Sport per Tutti