Notizie da paura: quinto rapporto Carta di Roma

- Migrazioni e multiculturalismo

2017 anno dell’accusa per evidenziare il grado di scontro politico nei confronti di chi si occupi del fenomeno migratorio.

Il 2017 ha come cifra espressiva quella dell’accusa “strillata” che amplifica i rancori e oscura la pacatezza dei toni, unico antidoto alla diffusione di stereotipi e discriminazioni.

Nel corso del 2017 sono 1.087 le notizie dedicate al tema dell’immigrazione sulle prime pagine dei quotidiani analizzati, il 29% in meno rispetto all’anno precedente. Mentre sui telegiornali la visibilità del fenomeno migratorio si attesta su 3.713 le notizie dedicate al tema dell’immigrazione, quasi mille notizie in più rispetto al 2016, con un incremento del 26%.

Nei quotidiani, nel 2017, circa il 44% ha riguardato la gestione dei flussi migratori (prima voce nel 2017 con il 44%) mentre la criminalità e sicurezza si attesta come terza voce con il 16%. Entrambe queste macro aree raddoppiano in termini percentuali rispetto all’anno precedente.

Nel 2017 si registra, di nuovo, un significativo incremento dei toni allarmistici: quasi 20 punti in più rispetto all’anno precedente, dal 27% del 2016 al 43% di quest’anno. 4 titoli/notizie su 10 hanno un potenziale ansiogeno. Il restante 57% si divide tra la componente rassicurante, con il 5%, e quella neutrale, con il 52%. Altrettanto interessante da rilevare è la diminuzione dei titoli rassicuranti che si riducono della metà, dal 10% del 2016 al 5% del 2017.

Anche quest’anno la politica resta centrale ed è presente in una notizia su 3, in voce, con un soggetto politico e/o istituzionale. Aumenta lo spazio di attenzione assegnato ai flussi migratori: quasi 1 notizia su 2 è dedicata alla gestione degli arrivi nel Mediterraneo centrale. Cresce la dimensione della criminalità e della sicurezza: quasi dieci in più rispetto al 2015. Fa da contraltare una riduzione significativa, un terzo rispetto al 2016, del racconto dell’accoglienza. La trattazione della criminalità, seconda voce dell’agenda, è continua su tutto l’anno. Un fatto di cronaca nera alla fine di agosto – lo stupro di Rimini – occupa la scena mediatica: 137 in poco più di un mese, con picchi di 28 notizie in un giorno.

Il tema immigrazione è strettamente collegato con il discorso politico. Nell’ambito dell’accoglienza, che evoca la gestione del fenomeno sul territorio, si situano soprattutto politici locali – amministratori di comuni, province e regioni italiane – e politici europei che intervengono sul tema; nella classe della cittadinanza si posizionano invece soprattutto politici nazionali, impegnati a dibattere la proposta di legge sullo ius soli.

La stampa nazionale differisce da quella locale per un’attenzione maggiore a tematiche di confronto-scontro politico, per un linguaggio più affine al commento e all’opinione rispetto alla cronaca, per un posizionamento politico e ideologico a tratti netto e, in qualche occasione, per titoli spregiudicati. La stampa locale, invece, si caratterizza per un linguaggio più aderente alla gestione dell’accoglienza sul territorio, i problemi della distribuzione dei rifugiati nei comuni, e per un’attenzione elevata alla cronaca nera, a fatti di criminalità con migranti autori o vittime di reato.

Il 2017 sia nella stampa sia nella Tv segna un nuovo passo: una parte significativa della comunicazione evoca dubbio, minaccia, sospetto. Elementi presenti nel resoconto giornalistico,

che si intrecciano con gli eventi che occupano le prime pagine: fra tutti, il sospetto di collusione delle Ong con gli scafisti che alimenta il dubbio sulle “reali” intenzioni delle associazioni umanitarie.

La presenza di una narrazione allarmistica è stata rilevata nei casi in cui i titoli/articoli stabiliscono una connessione con il terrorismo, la criminalità, “l’invasione”, il degrado, la diffusione delle malattie e la minaccia all’ordine pubblico.

La novità del 2017 è che si registrano toni allarmistici nella dimensione dei flussi migratori: le morti in mare, l’“emergenza” degli arrivi, la gestione dell’accoglienza, le difficoltà nella implementazione dei corridoi umanitari sono raccontati appunto con pathos ed enfasi.

Focalizzando l’attenzione sulla discriminazione, dall’analisi dei titoli effettuata sono emerse principalmente quattro aree di associazioni denigranti nei confronti dei migranti, alcune delle quali diffondono, intenzionalmente o meno, affermazioni offensive e discriminatorie: religione; violenza; i costi; le malattie.

L’approfondimento qualitativo di questa edizione del rapporto è stato dedicato ai programmi di informazione e infotainment analizzando quattro eventi, che, in ordine cronologico sono: lo sgombero da parte delle forze dell’ordine di uno stabile occupato da rifugiati e richiedenti asilo, provenienti soprattutto da Etiopia ed Eritrea, in via Curtatone a Roma; l’ondata polemica che travolge don Massimo Biancalani, sacerdote di Vicofaro, in provincia di Pistoia, per aver postato su Twitter la fotografia di una giornata in piscina con alcuni migranti accolti presso la sua parrocchia; il terzo evento è un grave fatto di criminalità accaduto a Rimini: lo stupro di una giovane turista polacca e di una transessuale peruviana in una spiaggia, ad opera di un branco composto da persone di origine africana; il quarto evento è il vertice di Parigi (28 agosto) tra quattro capi di stato/di governo europei (Francia, Germania, Spagna e Italia) e alcuni capi di stato e premier africani, tra cui la Libia, per affrontare la crisi libica e rafforzare una strategia comune per il controllo dei flussi migratori.

Una volta isolati gli eventi “primari” che hanno catalizzato l’attenzione, si è cercato prima di tutto di mettere a confronto gli approcci dei diversi programmi e delle diverse reti televisive, per coglierne differenze e similitudini nell’approccio analizzando Rai1, Rai3, Rete 4, La7.