Accessoria. Caratteristiche e limiti della narrazione della formazione tecnico-professionale in tv e sui social

- Studi e ricerche
Accessoria. Caratteristiche e limiti della narrazione della formazione tecnico-professionale in tv e sui social

Screenshot

Pubblicato il report di ricerca “Accessoria”, realizzato dall’Osservatorio di Pavia per conto della Fondazione Paolo Bulgari e curato da Manuela Malchiodi. La ricerca analizza la rappresentazione della formazione tecnico-professionale in un campione di programmi di informazione e infotainment delle principali reti generaliste e in una selezione di video pubblicati su TikTok e YouTube.
Il report è stato presentato l’8 ottobre in occasione di “Officina Futuro”, l’inaugurazione della sala macchine rinnovata del settore di meccanica industriale del Centro di Formazione Professionale di Borgo Ragazzi Don Bosco, in via Prenestina.
I dati mostrano che in tv il tema raramente è autonomo: fuori dal programma specializzato Il posto giusto – che ha evidenziato una rappresentazione concreta, orientativa e centrata sui giovani – ha centralità bassa nel 41,4% dei casi e un approccio prevalentemente astratto (56,9%), con l’attenzione concentrata su mestieri facilmente visualizzabili come artigianato e ristorazione. Secondo il report, per migliorare la percezione di questo percorso non basta aumentarne la presenza in tv: occorre rendere “televisive” anche le dimensioni oggi invisibili, dall’architettura dei percorsi alle differenze territoriali.
Nel campione social risultano più visibili percorsi, articolazioni e opportunità che nella televisione restano marginali e i giovani acquisiscono un ruolo di primo piano che risulta dall’essere i diretti autori e i protagonisti dei contenuti pubblicati, ma anche dal rivestire spesso un ruolo di co-protagonisti in quelli degli adulti. I video con protagonismo esclusivamente giovanile (48%) concentrano l’84% delle visualizzazioni del campione. Accanto al racconto informativo e motivazionale di scuole ed enti, circola sui social una comunicazione ironica dei creator in cui lo stigma della “scuola di serie B” diventa una risorsa narrativa. Gli stereotipi compaiono nell’11% dei video analizzati e raccolgono il 31% delle visualizzazioni del campione.