Media e linguaggio: come viene raccontata la salute mentale

- Studi e ricerche

Presentata il 1 ottobre 2026 nell’ambito del Festival Ro.Mens l’indagine esplorativa “Media e linguaggio: come viene raccontata la salute mentale”, realizzata dall’Osservatorio di Pavia in collaborazione con il Festival Ro.Mens e Associazione Civita.
L’analisi, a cura di Paola Barretta e Giuseppe Milazzo, mette a confronto due ambienti in cui si forma il discorso pubblico: i telegiornali di prima serata e i social, con i contenuti pubblicati su Facebook e Instagram nel primo semestre 2026.
Nei telegiornali la salute mentale resta un tema marginale, che compare soprattutto quando c’è un fatto di cronaca. Questo significa che il pubblico lo incontra più spesso legato a violenza e pericolosità che alla cura, alla prevenzione o alle esperienze di chi vive un disagio.
I social offrono più spazio e più voci, tra psicologi, divulgatori e testimonianze personali, ma anche qui emerge una distanza: il linguaggio delle istituzioni e quello con cui le persone raccontano la propria esperienza raramente si incontrano.
Il rischio maggiore, secondo la ricerca, non è l’insulto esplicito, che nel corpus è raro, ma la semplificazione. Succede quando un dato viene raccontato come un allarme, quando una diagnosi diventa la spiegazione di un gesto violento, o quando un linguaggio di cura viene usato senza basi scientifiche. L’indagine è il primo passo di una ricerca più ampia, che porterà a una mini-guida operativa per giornalisti e comunicatori, in continuità con il Vademecum “Informare sulla Salute Mentale”.